Guida completa alla nuova ISO 9001:2026

Author:Simone Bacci

13 Gennaio 2026

Rappresentazione concettuale della ISO 9001:2026: integrazione tra gestione della qualità, analisi dei dati digitali e sostenibilità ambientale nel contesto urbano moderno.

Guida completa alla nuova ISO 9001:2026

La pubblicazione della nuova ISO 9001:2026 segna un aggiornamento tanto atteso per i Sistemi di Gestione per la Qualità (SGQ) a livello mondiale. A distanza di undici anni dalla versione precedente (ISO 9001:2015), l’International Organization for Standardization (ISO) ha introdotto diverse modifiche, mirate alle sfide emergenti relative a digitalizzazione, sostenibilità ambientale e resilienza operativa. La revisione sembra nascere dall’esigenza di allineare la norma ai profondi e numerosi cambiamenti avvenuti dal 2015 ad oggi, si pensi alla sfera tecnologica con l’integrazione sempre più massiccia dell’intelligenza artificiale nei processi aziendali o all’ambiente che vede forti cambiamenti climatici ed il verificarsi di eventi estremi in tutto il mondo.

Il comitato tecnico ISO/TC 176/SC 2 gestirà la revisione della ISO 9001:2026

Il processo di revisione della norma è gestito dal comitato tecnico ISO/TC 176/SC 2.

Che cos’è il comitato tecnico ISO/ITC 176/SC 2?

Scomponendo la sigla, ogni parte del codice attinente al comitato tecnico identifica un livello di responsabilità:

  • ISO: è l’organizzazione mondiale che coordina la normazione;
  • TC 176 (Technical Committee 176) è il comitato tecnico denominato “Quality management and quality assurance”, ovvero quello che si occupa di tutto ciò che riguarda la gestione della qualità a livello globale (ISO 9000 family);
  • SC 2 (Sub-Committee 2) è il sottocomitato specifico denominato “Quality systems”, ovvero il cuore operativo: mentre TC 176 gestisce la visione d’insieme, l’SC 2 è l’organo che materialmente scrive, revisione e aggiorna i requisiti.

Il comitato tecnico è rappresentato da un organismo collegiale composto da delegati nazionali nominati dagli enti di normazione di ogni paese (es. per l’Italia, UNI invia i propri esperti), parti interessate (come rappresentanti di industrie, enti di certificazione, università, associazioni) e organizzazioni esterne (come IAF o federazioni industriali) che partecipano senza diritto di voto per garantire che la norma sia applicabile al mercato.

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Il quadro normativo e la timeline della ISO 9001:2026

Sebbene il rilascio della versione definitiva della norma è previsto per l’ultimo trimestre del 2026, l’International Accreditation Forum (IAF) stabilirà un periodo di transizione standard di 3 anni dalla data di pubblicazione, entro il quale le organizzazioni dovranno migrare la certificazione per evitarne la decadenza.

    Fase del progetto Stato Fonte
    DIS (Draft international standard) Agosto 2025 ISO/TC 176/SC 2
    FDIS (Final draft international standard) Aprile 2026 ISO Standard catalogue
    Pubblicazione ISO 9001:2026 Settembre/Ottobre 2026 ISO 9001 Hub

    Cosa cambia? L’evoluzione dei requisiti tecnici

    La versione 2026 sembra introdurre sostanzialmente alcuni concetti che prima potevano essere considerati opzionali, rendendoli ora fondamentali.

    I cambiamenti di maggior rilievo sembrano essere i seguenti:

    1. Il clima entra nei processi aziendali:

    i punti 4.1 e 4.2 della norma (contesto) dovrebbero richiedere esplicitamente di determinare se il cambiamento climatico sia un fattore rilevante per il contesto dell’organizzazione e per le esigenze delle parti interessate. Ciò significa che qualsiasi impresa deve determinare se il cambiamento può colpire il proprio business e prevederlo nel piano di gestione.

    1. Digitalizzazione e gestione dei dati:

    nuovi requisiti al punto 7.1.6 (conoscenza organizzativa) dovrebbero mettere in rilievo la protezione del patrimonio informativo e l’adozione di strumenti digitali avanzati, inclusa l’intelligenza artificiale. Se un’organizzazione dovesse ad esempio utilizzare l’IA per controllare la qualità dei prodotti o per gestire degli ordini, dovrà essere anche in grado di dimostrare il funzionamento dell’algoritmo e le misure di protezione dei dati da erorri o cyber-attacchi.

    1. Resilienza e Risk Management:

    viene approfondito il concetto di gestione del rischio (6.1) non più unicamente dalla prospettiva della prevenzione, ma come capacità di adattamento a eventi sistemici della catena di fornitura. Se nella versione 2015 veniva richiesto di prevenire i rischi, nella versione 2026 si parla di resilienza. Così la norma sembra voler spingere le organizzazioni ad istituire e a dotarsi di piani alternativi per garantire la continuità operativa.

    Le altre modifiche previste dalla bozza della nuova versione della ISO 9001, che potrebbero tuttavia differire nella pubblicazione ufficiale, sembrano essere di minor rilievo ma pur sempre utili da attenzionare:

    • Punto 3: termini e definizioni

    Vengono integrati i termini specifici del SGQ nello standard, riducendo l’esigenza di riferimenti a documenti esterni e della complessità, facilitando l’allineamento per i team.

    • Punto 5: leadership

    Introduzione del comportamento etico e della cultura della qualità come responsabilità della leadership. I dirigenti senior saranno tenuti a dimostrare in maniera concreta il proprio impegno.

    • Punto 6: pianificazione

    Separazione di rischio da opportunità e introduzione del pensiero ‘opportunity-based’. Le organizzazioni potrebbero dover dimostrare come i rischi vengono bilanciati con opportunità proattive.

    • Punto 8: attivà operative

    Introduzione di leggere modifiche incentrate sugli aggiornamenti terminologici. In sostanza, le organizzazioni dovrebbero garantire la tracciabilità e l’allineamento ai riferimenti aggiornati.

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      Annex A – ISO 9001:2026

      Per la prima volta viene aggiunto l’Allegato A alla ISO 9001:2026.

      L’Annex non contiene nuovi requisiti obbligatori, ma fornisce linee guida ufficiali. Stando a quanto riferito dalle bozze del ISO/TC 176/SC 1, dovrebbe trattarsi infatti di linee guida supplementarti per facilitare la comprensione e supportare un’implementazione efficace da parte delle organizzazioni.

      L’obiettivo primario dell’Allegato A è prevenire intepretazioni errate e ambiguità nei nuovi concetti, mirando ad una semplificazione per le PMI e sull’integrazione delle tecnologie emergenti.

      1. Chiarimenti sulla Struttura Armonizzata

      Dovrebbe spiegare come la ISO 9001:2026 si integri con la nuova struttura comune a tutte le norme ISO (nota come HLS, High Level Structure). In questo modo le organizzazioni potranno avere a disposizione una guida su come gestire i requisiti comuni in modo che un’azienda certificata anche ISO 14001 o ISO 45001 possa avere un sistema unico e fluido.

      1. Interpretazione dei cambiamenti climatici (punti 4.1 e 4.2)

      Come anticipato nei paragrafi precedenti, il clima sembra entrare nei processi aziendali come una delle modifiche più sostanziali. Per evitare ogni ambiguità, l’Allegato A fornirebbe esempi concreti per supportare le organizzazioni nella valutazione degli impatti climatici sulla loro capacità di fornire prodotti e servizi di Qualità (si pensi alla differenza tra la resilienza climatica di un’azienda di produzione di software e quella di un’azienda agricola o manifatturiera).

      1. Gestione della documentazione

      Se nella versione 2015 della ISO 9001 si parlava di ‘informazioni documentate’, la versione 2026 dovrebbe approfondire con l’Allegato A la gestione dei dati non strutturati.

      Potrebbe ad esempio specificare che video, registrazioni di sensori IoT e log di sistemi basati sull’IA possono costituire prove di conformità valide al pari di un verbale firmato.

      Nonostante ciò, la norma dovrebbe rimanere ‘tecnologicamente neutra’, valida sia per chi usa la carta, sia per chi usa sistemi automatizzati.

      1. Approccio per processi e Risk-Based Thinking

      Come anticipato, la versione 2026 dovrebbe rafforzare la distinzione tra rischio e opportunità. L’allegato potrebbe dunque fornire una guida su come passare dalla prevenzione di un difetto alla costruzione di un sistema capace di resistere ad eventi esterni inaspettati (es. catene di fornitura interrotte, crisi energetiche, ecc..).

      Obblighi formativi e aggiornamento delle competenze ISO 9001:2026

      Secondo il documento IAF MD 2  (Mandatory Document for the Transfer of Accredited Certification), quando una norma viene revisionata, gli Organismi di Certificazione devono garantire che il personale coinvolto (Auditor) e le aziende certificate abbiano compreso i nuovi requisiti prima di emettere il nuovo certificato, stabilendo l’obbligo per gli auditor di completare un “Transition Training” specifico per poter validare il passaggio alla nuova versione.

      Un’altra fonte a supporto proviene dal comunicato ufficiale ISO/IAF del 2024, recepito integralmente nella 2026, che fa riferimento alle nuove dinamiche del cambiamento climatico e specifica che aziende e auditor devono essere formati per valutare l’impatto climatico nel contesto aziendale.

      Riassumendo, per gli Auditor l’obbligo formativo è normativo e imposto dallo IAF MD 2 e dai regolamenti dei registri di accreditamento (es. IRCA/AICQ SICEV, BMQR-IPC, ecc..). Occorrerà partanto un corso di transizione.

      Per le aziende, l’obbligo è indiretto ma sostanziale. Sebbene la norma non imponga la frequentazione di un corso da una durata specifica, il punto 7.2 (competenza) della ISO 9001:2026 sembra imporre di dimostrare che il personale conosca i requisiti. Se in sede di audit il Quality Manager non conosce le novità della norma, potrebbe essere rilevata una Non Conformità.

      Per la formazione dedicata ad Auditor e alle risorse aziendali si rimanda alla homepage dell’Academy.

      Fonti per il monitoraggio

      Per monitorare l’evoluzione della norma, si rimanda ai portali istituzionali:

      • ISO – per la documentazione tecnica internazionale:
      • UNI – per l’adozione della versione nazionale della UNI EN ISO 9001:2026.

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