Audit Talks | Intervista a Lorella Pedinotti, Westhouse Italia

Author:Simone Bacci

11 Ottobre 2022

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Ai microfoni di Audit Talks, format di AS&C per raccontare le imprese certificate, è intervenuta Lorella Pedinotti di Westhouse Italia.

L’intervista è a cura di Simone Bacci e Nicoletta Contaldo.

S.B. – Benvenuta Lorella, noi ti conosciamo ma ci piacerebbe ascoltare una tua presentazione personale per chi ci segue:

“Io sono socia fondatrice di Westhouse Italia, ho lavorato prima in Germania, dal 2003 al 2009, poi sono venuta in Italia. Sono stata per 15 anni Managing Director delle due realtà. Dal 2020 c’è stata una merge acquisition a livello di gruppo, per cui con la vendita della maggior parte delle quote mi sono dimessa da amministratore e ho dato comunque disponibilità per lavorare come braccio destro del nuovo amministratore, così il mio ruolo è quello di Advisor per il gruppo, CFO e adesso mi occuperò anche di Contracting. Oltre a questo sto fondando la Westhouse Netherland, in Olanda.”

 

S.B. – Ci rivolgiamo a Westhouse perché è una realtà con un sistema di gestione integrato, consolidato da anni. Dato il tuo ruolo, ti è mai capitato di vivere l’esperienza di audit e di verifica?

“Si, io avevo fatto ISO 9001 in Germania prima, con il TÜV, poi ho seguito tutta la parte 27001 e 9001 con voi di AS&C in Italia. È stata un’esperienza positiva, molto umana, abbiamo fatto questo lavoro lungo perchè poi chiaramente noi, avendo anche la 231 e un organismo di vigilanza, abbiamo approfittato della 9001 e 27001 per unire i processi e le procedure che erano a supporto del MOG, anche con quello della ISO 9001. È stato un lavoro molto lungo però alla fine abbiamo raggiunto con successo tutti gli obiettivi.”

 

N.C. – Quali sono le opportunità di essere un’azienda certificata? Le certificazioni in Westhouse hanno portato valore aggiunto? In che termini?

“Allora, io parto dal livello umano perché noi siamo una società people oriented, perché poi alla fine, soprattutto nel settore servizi, sono le persone che fanno la differenza. Aver dato delle procedure ed una struttura ha dato più sicurezza alle persone, soprattutto a quelle che sono meno ‘commercialoni’ e un pochino più precise nelle attività. Hanno apprezzato molto il fatto di aver avuto delle procedure anche se con una leggera ostilità iniziale, perché leggere tutta quella carta non fa piacere a nessuno. Poi abbiamo facilitato la cosa con dei training di formazione e alla fine il feedback è sicuramente positivo. Bisogna starci tanto dietro, però è sicuramente un segno di stabilità, di struttura e di organizzazione che fa la differenza rispetto agli altri. Da un punto di vista di clienti, sicuramente con la certificazione abbiamo accesso a gare e opportunità con grandi enti che prima non ci erano consentite. È importante creare i livelli giusti in modo tale che non sia il management che cala le procedure, perché altrimenti la gente non lo vive. È importante che le persone vengano selezionate per poter predicare e catechizzare la cultura dell’organizzazione all’interno della società. Se si è bravi a selezionare le persone giuste e loro, a loro volta, sono abbastanza ‘rompi’ per farle seguire, si riesce a fare un bellissimo lavoro.”

 

N.C. – Ci sono delle realtà che non subiscono le certificazioni, ma colgono il senso vero delle certificazioni.

“Si, devo dire che da noi il management ha uno stampo nordico, forse perché avendo fatto esperienze internazionali abbiamo capito che dare un po’ di struttura alla fine è un beneficio per tutti, anche per noi italiani che delle volte non amiamo tanto avere una struttura e siamo molto bravi a recuperare e fare le cose all’ultimo momento, molto più di altri. Però, come dico spesso, il giusto mix alla fine è, secondo me, la carta vincente, perché un po’ di organizzazione e molta intraprendenza per risolvere il problema quando ci sono stati dei decifit può sicuramente portare uno stacco essenziale rispetto ai competitor.”

 

S.B. – Puoi precisare l’attività di Westhouse e che prospettive avete per il futuro? A cosa state lavorando quest’anno e cosa volete ottenere nei prossimi anni?

“Westhouse nasce come società di consulenza in ambito informatico e ingegneristico. Dal 2016, anche in Italia, abbiamo preso l’autorizzazione ministeriale per ricerca, selezione e somministrazione del personale. Perciò abbiamo due anime: una dell’agenzia per il lavoro specializzata che supporta le società nelle richieste e nelle risorse difficili da trovare, perché sono quelle che sul mercato non si mettono mai alla ricerca attiva, sono da cacciare, un vero e proprio head hunting.. E oltre a questo, la specializzazione a livello nazionale ed internazionale, perché lavoriamo anche con società che ricercano personale dall’estero e per l’estero.”

 

Progetti per il futuro? Siamo molto focalizzati e vogliamo mantenere la nostra natura specialistica, vogliamo sicuramente supportare le aziende di più da un punto di vista consulenziale perché abbiamo visto che siamo in grado di costruire dei team di lavoro che possono realmente dare un’added value al cliente e quindi prenderci in mano l’incarico di fare consulenza a 360 gradi per progetti ridotti, siamo assolutamente una boutique. Il nostro focus 20-23, in cui le certificazioni ci supportano, è quello di farci conoscere anche dai clienti più grandi perché fino ad ora abbiamo lavorato con società medie, software house, system integrator. Vorremmo andare nel canale accessibile con i BID, con gare, ecc.. Che permetta veramente di supportare anche realtà più grosse o pubbliche, che hanno necessità in questo settore. Pensiamo alle banche, per esempio, che hanno utilizzato sistemi molto vecchi fino ad oggi, un po’ datati, che hanno bisogno di riskillare le loro risorse e noi siamo in grado di supportarli sia con la formazione che con l’integrazione di nuove risorse, per potergli fare cambiare pelle e raggiungere il successo con l’avanzamento tecnologico.

 

.. Voglio aggiungere un’altra cosa che secondo me è molto importante per chi si approccia a valutare le certificazioni. Con il lavoro fatto insieme a voi, molto spesso si riescono ad analizzare dei punti del lavoro che magari non sono proprio la best practice, che forse sono fatti perché ‘si è sempre fatto così’ ma magari possono essere migliorati. L’aiuto che viene dato dai certificatori, ma anche dalla consulenza pre-certificazione, è quello di delineare dei processi che ti portano a trovare il miglior modo per raggiungere i tuoi obiettivi e magari spronarti a valutare anche come si può fare meglio. Questo secondo me è un valore aggiunto non da poco per molte aziende che sono nate dal proprietario che si è fatto da se, ha messo il proprio denaro, però spesso è abituato a farlo come si è sempre fatto e delle volte prendere gli spunti da chi sa farlo meglio di te ti può dare veramente quell’accelerata che poi ti porta chiaramente ad un successo maggiore.

 

Finisce qui l’intervista di Lorella Pedinotti. 

Lo staff di Audit Service & Certification ringrazia di cuore Lorella e la società certificata, Westhouse Italia, per la gentile partecipazione. 

 

 

 

 

 

 

 

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