ISO 37001 Anti-Corruzione | Giornata per le vittime della mafia

Author:Simone Bacci

21 Marzo 2022

L’arrivo della primavera sembra accompagnare numerosi eventi significativi e tra questi, oggi, 21 Marzo, si commemora in Italia l’impegno ed il ricordo delle vittime delle mafie. L’impegno per la celebrazione di questa giornata nasce dalle associazioni del 1995 che combattevano per la verità, la giustizia sociale e la legalità e che dal 2017, attraverso “Libera”, sono riuscite ad ottenere il riconoscimento istituzionale della “Giornata Nazionale della Memoria e dell’Impegno in ricordo delle vittime delle mafie”. Alla celebrazione italiana si uniscono anche altre realtà Europee, Africane e del Sud America ampliando significativamente la portata e la rilevanza dell’evento. Il tema di quest’anno, “Terramia. Coltura|Cultura”, unisce le dimensioni dell’impegno relative alla cura della comunità locale e dell’essere cittadini da una parte, all’impegno utile per il nutrimento della Terra come quello necessario per nutrire le coscienze dall’altra.

 

Che l’Italia avesse seri problemi con le organizzazioni criminali e con la corruzione oggi non è più un segreto. Su 180 paesi l’Italia si colloca, nel mondo, al 52° posto per indice di corruzione (fonte: Transparency International). Va detto che di passi in avanti sembrano esserne stati fatti tanti, come la suddetta istituzionalizzazione della giornata, o come la dimostrata ridotta tolleranza, sempre più diffusa, verso le condotte mafiose, o come la nascita di strumenti, normative e misure per contenere la piaga e sconfiggerla.

Anche il Presidente italiano Mattarella si è espresso in questa giornata: “Memoria è impegno. Onorare chi ha pagato con la vita il diritto alla dignità di essere uomini, sottoponendosi alla disumanità delle mafie, alla violenza, alla sopraffazione contro la propria famiglia, la comunità in cui si vive. Memoria è richiamo contro l’indifferenza, per segnalare che la paura si sconfigge con l’affermazione della legalità. Perché combattere le mafie significa adempiere alla promessa di libertà su cui si fonda la vita della Repubblica “.

In questo senso anche l’organizzazione internazionale per la standardizzazione, ISO, si è mossa pubblicando lo standard ISO 37001 – Sistema di Gestione anti-corruzione. Si tratta dell’unico riferimento normativo per la certificazione del sistema di gestione per la prevenzione della corruzione. Si applica a tutte le realtà aziendali, indipendentemente dal settore e dalla dimensione.

Attraverso l’adozione dello standard sarà possibile prevenire, individuare e gestire la corruzione adottando una politica ad hoc, implementando controlli commerciali ed istituendo procedure d’indagine e di segnalazione. In sostanza si tratta di una modalità riconosciuta a livello mondiale per affrontare, non solo le conseguenze dettate dalla presenza o dalla possibile comparsa di azioni provenienti da organizzazioni criminali, ma pone attenzione anche a tutte le condotte che possono essere rilevanti dal punto di vista del rischio corruzione.

 

Seguendo le indicazioni fornite dalla norma l’impresa avrà accesso ad una serie di opportunità:

  • Sviluppare una politica aziendale improntata alla correttezza e alla trasparenza;
  • implementare un sistema di gestione che riduce il rischio di condotte inappropriate da parte di dipendenti ed intermediari che agiscono in nome e per conto dell’azienda;
  • provare l’adozione di azioni tese alla prevenzione dei fenomeni di corruzione, fondamentale se l’impresa dovesse essere malauguratamente coinvolta in condotte contestabili legalmente;
  • migliorare la propria reputazione presso fornitori e clienti.

 

Le mafie cambiano pelle, modalità organizzative e s’insinuano nelle attività legali, ha spiegato il presidente Mattarella questa mattina, ed ha aggiunto poi che è proprio la sottovalutazione di queste che può aprire varchi alla penetrazione dell’attività criminale. Tutti sono chiamati all’impegno, dalle istituzioni alle comunità fino alle organizzazioni per garantire la tutela della civiltà, possibile solo attraverso la partecipazione.

La ISO 37001 può essere adottata da qualsiasi organizzazione sia del settore pubblico, privato, o del volontariato di qualsiasi paese. La flessibilità dello standard, poi, rende particolarmente agile l’implementazione in quanto si adatta sia a dimensioni che a natura dell’organizzazione ed al relativo rischio di corruzione a cui è sottoposta.

 

I requisiti previsti dallo standard tengono conto dei seguenti aspetti:

  • Analisi contesto aziendale e requisiti;
  • valutazione del rischio di corruzione;
  • politica anticorruzione e definizione degli obiettivi;
  • controlli finanziari e non finanziari e due diligence;
  • comunicazione e formazione;
  • sistema di segnalazione dei sospetti;
  • report, analisi, monitoraggio, riesame;
  • azioni utili al miglioramento continuo.

 

Uno dei motivi per cui sempre più imprese aderiscono alla norma è rappresentato dal pensiero ed alla sensibilità verso il futuro dei giovani. Le imprese devono garantire un’esistenza libera dalla criminalità organizzata alle generazioni che verranno. Le aziende possono essere, e lo dimostrano già ogni giorno, un vero e proprio veicolo per la promozione del cambiamento e possono farlo riflettendo il miglioramento interno verso l’esterno.

 

Come riportato da iso.org, lo standard ISO 37001:2016 affronta, in relazione alla natura dell’attività dell’impresa, i seguenti punti:

  • corruzione nel settore pubblico, privato e senza fini di lucro;
  • corruzione da parte dell’organizzazione;
  • corruzione da parte del personale dell’organizzazione che agisce per conto dell’organizzazione o a suo vantaggio;
  • corruzione da parte dei soci in affari dell’organizzazione che agiscono per conto dell’organizzazione o a suo vantaggio;
  • corruzione dell’organizzazione;
  • corruzione del personale dell’organizzazione in relazione alle attività dell’organizzazione;
  • corruzione dei soci in affari dell’organizzazione in relazione alle attività dell’organizzazione;
  • corruzione diretta e indiretta (ad es. una tangente offerta o accettata tramite o da terzi).

 

L’iter per l’ottenimento della Certificazione ISO 37001 si articola in 4 punti:

Richiesta di certificazione

In questa prima parte si concordano gli aspetti economici e le attività che saranno eseguite dagli auditor durante l’iter di certificazione. Questa parte si conclude con la firma di un contratto con validità triennale tra l’azienda e l’Organismo. Successivamente ha inizio il processo di certificazione.

Audit preliminare (opzionale ed eventualmente richiesto dal cliente)

Ha come obiettivo quello di esaminare il livello di preparazione del sistema di gestione oggetto di certificazione. Questo tipo di audit non rientra nell’iter di certificazione, pertanto eventuali miglioramenti, sono rilasciati sotto forma di raccomandazione e non vengono notificati in forma ufficiale sul rapporto di audit.

Audit di Certificazione – Stage 1

L’audit si svolge presso la sede aziendale. Durante questa fase l’auditor raccoglie informazioni e verifica la documentazione inerente il sistema di gestione da certificare. Determina quali sono norme obbligatorie e volontarie di riferimento per il sistema da certificare. Questo passaggio è preparatorio per il secondo audit di certificazione.

Audit di Certificazione – Stage 2

Durante questa fase l’auditor verificherà che il sistema di gestione venga realmente applicato dall’azienda.
Al termine di questo secondo stage, in assenza di non conformità gravi, l’auditor presenterà richiesta all’organo deliberante per l’emissione della certificazione ISO.

 

In linea con la politica dell’organismo, il contributo di AS&C, in questa giornata, è dimostrato dalla promozione di uno screening gratuito per tutte le imprese interessate ad approfondire o implementare lo standard.

 

Clicca qui per approfondire!

 

 

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