Come arginare la piaga della corruzione.

Author:Simone Bacci

9 Dicembre 2021

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I dati ed il contesto della corruzione. 

 

Quello della corruzione è un tema delicato, un grave fenomeno che insidia i più alti valori della filosofia di vita in comunità come il pari accesso alle opportunità, ai servizi e quindi l’equità. La corruzione mina la solidarietà e acuisce le differenze tra generi oltre ad impoverire e danneggiare l’economia e l’equilibrio politico dei paesi. Le ripercussioni sono critiche ed avvengono ad ogni livello.

Ogni anno Transparency International, associazione impegnata nella diminuzione del livello di corruzione, svolge attività di sensibilizzazione attraverso la pubblicazione di dati aggiornati sullo stato della corruzione percepita nel settore pubblico e politico di 180 Paesi nel mondo coinvolgendo e sensibilizzando governi, istituzioni, aziende, enti e cittadini.

L’analisi del 2020, a livello globale, rivela un nuovo terreno su cui le attività di corruzione hanno piantato il proprio seme. La piaga sembra aver minato la risposta sanitaria al COVID-19 contribuendo inoltre alla crisi delle democrazie. L’anno scorso è stato considerato uno degli anni peggiori della storia recente con lo scoppio della pandemia globale e dei suoi effetti devastanti, catastrofici in tutto il mondo; in questo contesto i rapporti di corruzione hanno avuto un riverbero globale.

Nella determinazione dell’indice di corruzione di un Paese, in una scala da 0 a 100, l’Italia ha ottenuto nel 2020 il punteggio di 53 (dove più ci si avvicina a 100 e minore è il grado di corruzione percepita) e si ritrova al 52° posto su 180 paesi. Il dato positivo lascia ben sperare se consideriamo che il lavoro svolto negli ultimi 8 anni è servito ad ottenere 11 punti dal 2012 ad oggi. Tuttavia occorre sottolineare che i paesi maggiormente corrotti all’interno dell’analisi di Transparency International sembrano essere quelli meno sviluppati. Per citarne qualcuno agli ultimi posti troviamo il Sud del Sudan, la Somalia, Syria, Yemen, Venezuela, Sudan, Guinea, Libya. Il fatto che un paese sviluppato come l’Italia che fa della diversità e della varietà una risorsa preziosa sia a livello geografico che d’impresa, consentendo il posizionamento di “bel paese”, si trovi nella classifica tra Rwanda e Namibia rappresenta un fattore indicativo della necessità di un percorso di miglioramento già in atto da diversi anni e che fa ben sperare.

Il rendiconto europeo sembra invece caratterizzato da oscillazioni significative tra le differenti posizioni in classifica occupate da diversi paesi. In particolare il continente può considerarsi leader poichè ricopre le prime posizioni con ottime prestazioni di arginamento del fenomeno. Tra questi troviamo la Danimarca (primo posto assoluto), Finlandia, Svezia, Svizzera, Norvegia, Olanda, Germania, Inghilterra, Austria, Belgio ed Estonia ad occupare le prime 20 posizioni con ottimi punteggi (tra 88 e 75).

Il quadro si complica e polarizza con quei Paesi che per ragioni storiche, economiche e culturali si trovano in questo momento nei bassifondi della classifica. Con un punteggio tra 50 e 36 su 100 troviamo Grecia, Slovacchia, Croazia, Ucraina, Macedonia del Nord e Kosovo, sintomo della necessità di una maggiore cooperazione e soprattutto necessaria consapevolezza tra tutti gli stati membri.

Come accennato, le situazioni più anomale provengono dai paesi più arretrati. In particolare una grossa fetta del continente Africano occupa le ultime posizioni e allo stesso modo parti dell’America Centrale e del Sud America. In questo senso la migliore posizione la ricopre il Chile con un punteggio di 67 mentre tra 30 e 15 troviamo Venezuela, Nicaragua, Honduras, Repubblica Dominicana, Messico e Bolivia. Per AS&C, che ha scelto di iniziare da questi paesi in via di sviluppo come leva strategica ma anche come missione per aiutare a crescere chi si ritrova in situazioni di difficoltà, questo rappresenta un terreno fertile. Importanti miglioramenti, di cui raccontiamo con orgoglio, sono stati fatti attraverso la costituzione dell’agenzia latino-americana accreditata dall’ottobre del 2021. L’obiettivo perseguito da quest’ultima è infatti quello di promuovere la qualità ed il miglioramento continuo nelle imprese dell’America Centrale e del Sud America come prova dell’impegno sociale della nostra organizzazione.

 

Dalla cultura della corruzione alla giornata internazionale contro la corruzione.

Come è impossibile non assaggiare il miele o il veleno che si trova sulla punta della lingua, così è impossibile per un funzionario nel governo non mangiare, almeno un po’, delle entrate del Re” (K. A. Brahmin, Arthashastra – IV sec a.c.).

Il tema della corruzione è qualcosa di ben noto sin dall’antichità e si presenta in forme e comportamenti diversi che dipendono di volta in volta dall’influenza di un’epoca, di un luogo e di una struttura sociale. Nelle civiltà mesopotamiche ad esempio trovavano forma sistemi in cui “gonfiarsi le tasche” era considerato lecito, oppure altre società, più avanti, avrebbero formalmente punito ma in realtà tollerato la “cultura della mazzetta”.  Ciò che è certo è che il grado di tolleranza è andato via via riducendosi sempre di più con il prosperare di società democratiche dalla portata più ampia, ma nonostante ciò il fenomeno della corruzione continua a minare lo sviluppo sociale, politico ed economico di tantissimi Paesi e questo non è più accettabile almeno dai 140 firmatari de la Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione (CNUC), l’unico trattato multilaterale internazionale vincolante contro la corruzione oggi.

Circa 600 anni fa Niccolò Machiavelli sosteneva che la corruzione fosse mancanza di virtù, ovvero una forma di pigrizia, di inattitudine alla vita politica. Corruzione, diceva, è mancanza di quell’energia fisica e morale necessaria a mantenere in vita una comunità civile denunciando la corruzione dei costumi e del modo in cui si manifesta nell’incapacità degli uomini di porre il bene comune al di sopra di interessi particolari. L’idea di una città o di un paese corrotto non restituisce di certo un senso di solidarietà, di cooperazione e di fiducia ed è evidente come un panorama simile non potrà mai essere positivo e sostenibile per la crescita e lo sviluppo della collettività.

La corruzione colpisce tutti i settori della società e contrae il progresso verso gli obiettivi di sviluppo sostenibile. Essa sta privando tantissimi giovani della possibilità di vivere in società sicure, eque ed inclusive. Il futuro di circa 1,8 miliardi di giovani nel mondo dipende dall’accesso alle pari condizioni ed opportunità. Criminalità e corruzione minacciano continuamente il contributo positivo apportato dallo sport che rientrerebbe invece nella sfera culturale dell’educazione, della società e dell’economia. L’esclusione delle donne da ruoli decisionali, la limitatezza del potere economico affidato loro e delle opportunità educative sono vittime della corruzione. La crisi Covid-19 infine ha creato nuove opportunità per far prosperare la corruzione provocando un aumento della disuguaglianza che colpisce donne, giovani e gruppi poveri ed emarginati.

Il 9 dicembre di ogni anno si celebra in tutto il mondo la Giornata Internazionale contro la Corruzione. Ciò si deve all’accordo raggiunto dall’ONU nel 2003 che da allora s’impegna (anche) attraverso il portale “anti-corruption for development” a promuovere e ad investire in un programma di lotta alla corruzione. I temi che tocca includono: diritti umani, uguaglianza di genere, responsabilizzazione, cambiamento climatico, gestione delle risorse naturali, flussi finanziari illeciti, e oltre a questo fornisce strumenti e metodologie di riduzione del rischio di corruzione nei vari settori.

 

La svolta del 2016 e la ISO 37001 come strumento per porre fine alla piaga della corruzione.

Il 9 Dicembre 2014, Elizabeth Gasiorowski-Denis avrebbe scritto un articolo per il Blog dell’International Standard Organization (ISO in iso.org) riportando le stime della Banca Mondiale sul denaro perso in tangenti, sul fallimento, sulla riduzione della crescita economica, sul tenore di vita e tant’altro. E’ in quel momento che le speranze vennero riposte in una normativa ISO che sarebbe diventata ufficiale 2 anni dopo.

Scriveva Elizabeth: “Il futuro standard ISO 37001 terrà conto delle buone pratiche anticorruzione riconosciute a livello internazionale. Potrà applicarsi a tutte le organizzazioni, indipendentemente dal tipo, dalle dimensioni e dalla natura dell’impresa o dell’attività, che operino nel settore pubblico, privato o del volontariato senza fini di lucro [..] Una volta che la futura ISO 37001 sarà in vigore, come raccolta delle migliori pratiche internazionali in materia di anticorruzione, le aziende saranno in grado di applicare misure uniformi per prevenire e rilevare la corruzione, indipendentemente dai paesi in cui operano”.

Il 15 ottobre 2016 viene pubblicata per la prima volta la tanto attesa normativa ISO 37001:2016 anche detta Anti-bribery management systems in Italiano “Sistemi di gestione per la prevenzione della corruzione”. Tale norma specifica i requisiti e funge da guida per società ed imprese di tutto il mondo per aiutare le organizzazioni a prevenire, rilevare e rispondere alla corruzione rispettando le leggi anticorruzione.

 “Fare del bene fa bene agli affari. La corruzione danneggia le aziende e le aziende che combattono la corruzione rafforzano anche il valore del loro marchio, migliorando le prestazioni aziendali e proteggendo la loro reputazione”.

Lo standard ISO 37001 contribuisce agli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, un piano ambizioso di 15 anni per affrontare le questioni mondiali più urgenti. La Giornata Internazionale contro la corruzione cerca di evidenziare i diritti e le responsabilità di tutti nell’affrontare la piaga. L’organizzazione chiama ad una presa di responsabilità non solo gli stati membri ma ogni singola persona, uomo o donna, giovani e anziani, a cui segnala che c’è un ruolo da svolgere, un compito, per prevenire e contrastare la corruzione e mantenere integre le società ad ogni livello.

Sono tantissime e variegate le organizzazioni già certificate ISO 37001:2016 che hanno scelto di prendere una posizione in merito portando un miglioramento e facendo sentire la propria voce. Qualcosa a cui dovremmo forse tendere tutti insieme come auspicato dall’ONU per poter riporre fiducia in un futuro più equo, etico e sostenibile.

 

 

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