Energy Manager: profilo, responsabilità, percorsi formativi, contesto, prospettive

Author:Simone Bacci

23 Maggio 2022

Introduzione

La crisi energetica è diventata una problematica sempre più urgente con pesanti ripercussioni per tutti. Nel clima generale dei conflitti in corso, governi e imprese devono essere pronte per rispondere al fabbisogno energetico, al fine di sviluppare prodotti e servizi. A livello globale, le aziende sembrano aver accelerato i loro investimenti per migliorare l’efficienza energetica negli anni a venire per conquistare l’obiettivo delle zero emissioni di gas serra (Nat Zero).

In questo contesto emerge con forza la figura dell’Energy Manager, sempre più richiesto e necessario per imprese ed enti di tutto il mondo.

 

Chi è l’Energy Manager
Nel panorama attuale quella dell’Energy Manager rappresenta una figura d’estrema importanza.

I motivi che hanno fatto emergere la necessità di dotarsi di questo profilo internamente o esternamente all’impresa sono i seguenti:
il sistema produttivo è costantemente sottoposto ad oscillazioni per i prezzi variabili delle materie prime necessarie alla produzione di energia e ciò incide direttamente sui costi e quindi sui prezzi;
– il mercato e gli accordi internazionali hanno reso maggiormente complessa la gestione dell’energia;
la transizione ecologica verso fonti rinnovabili e l’abbandono delle fonti fossili tradizionali.

L’Energy Manager è dunque un professionista preparato nel settore
dell’energia, interessato all’uso di fonti rinnovabili di energia.
Si tratta spesso di ingegneri, architetti, geometri, periti, consulenti e
auditor a cui viene affidato il compito di gestire l’energia all’interno di un’azienda o di un ente, nell’ottica dell’ottimizzazione e della promozione di interventi mirati all’efficienza energetica.

 

Responsabilità dell’Energy Manager
Come definito dallo standard internazionale ISO 50001:2018, relativo al
Sistema di Gestione dell’Energia, l’Energy Manager può coincidere con il
responsabile del sistema di gestione dell’energia aziendale.
Attraverso l’applicazione di quanto dettato dallo standard sarà possibile
avere garanzia di un’azione volta al miglioramento continuo.

I principali compiti dell’Energy Manager sono:
individuare e gestire le figure di riferimento per lo svolgimento della
propria attività;
valutare i consumi energetici fornendo report costanti;
monitorare eventuali evoluzioni normative e l’accesso ad incentivi e
contributi;
gestire l’approvvigionamento energetico;
gestire database delle aree di consumo;
misurare le prestazioni energetiche attraverso la predisposizione di
appositi indicatori;
– realizzare diagnosi energetiche attraverso audit specifici e report
prodotti dal sistema di gestione dell’energia.

 

Gestione dell’energia nella ISO 50001
Lo standard ISO 50001:2018 è stato pensato per le organizzazioni che
desiderano impegnarsi ad affrontare i loro impatti, a gestire al meglio le
risorse e ad incrementare i profitti attraverso la gestione efficiente
dell’energia. Per l’Energy Manager diventa fondamentale poter lavorare e intervenire all’interno di un’impresa che ha certificato il proprio sistema di gestione dell’energia. Ciò consentirà di operare in maniera lineare, ponderata, misurata e attenta.

La ISO 50001 fornisce i requisiti alle organizzazioni per:
– sviluppare una politica di uso efficiente dell’energia;
– fissare obiettivi per soddisfare tale politica;
– utilizzare al meglio i dati per prendere decisioni in merito;
– misurare i risultati;
– migliorare continuamente la gestione dell’energia.

Il contesto occupazionale dell’Energy Manager
Secondo “The Energy Efficiency Investment Survey 2022
(https://www.energyefficiencymovement.com/wpcontent/
uploads/2022/04/ABB-Energy-Efficiency-Survey-Report-2022.pdf),
ricerca che ha coinvolto oltre 2.000 imprese di 13 paesi, tutte le aziende a
livello globale stanno accelerando gli investimenti per migliorare
l’efficienza energetica nei prossimi 5 anni. Il 54% delle aziende afferma che sta già investendo in soluzioni di efficienza energetica. Il 40% invece ha in programma di farlo nel corso del 2022.

Analizziamo alcuni dati relativi al tessuto italiano forniti dalla ricerca:
– il 97% degli imprenditori afferma di avere già investito o di avere in
programma di investire nell’efficienza energetica;
– nel 79% dei casi gli investimenti saranno relativi alla gestione degli
edifici;
– il 65% dichiara che il risparmio energetico è la ragione più
importante per investire;
– il 39% delle aziende italiane migliorerà la propria efficienza
energetica nel 2022;
– il 47% delle aziende italiane ha fissato l’obiettivo di raggiungere il
Net Zero nei prossimi 5 anni.

Come diventare Energy Manager
Esistono già normative e percorsi di accreditamento per diventare Energy
Manager. A questo mondo possono affacciarsi diplomati e laureati
preferibilmente provenienti dall’ambito di studi tecnico-scientifici.
Per diventare Energy Manager occorre conseguire una certificazione ad hoc rilasciata esclusivamente da un organismo competente autorizzato che ne attesti l’esperienza e ne assicuri la capacità in materia.
Sarà possibile avvalersi di corsi frontali o corsi online.

Se sei interessato a diventare Energy Manager puoi raccogliere maggiori informazioni sui corsi organizzati dal nostro Organismo di Certificazione CLICCANDO QUI 

 

Conclusioni
Lo scenario attuale rende fortemente appetibile il percorso appena
illustrato. La questione energetica ha generato conflitti sempre più cruenti. Petrolio e gas sono fortemente sensibili rispetto alle dinamiche politiche dei paesi che li producono e per questo la necessità di ricorrere a fonti energetiche alternative si fa sempre più pressante per gli stati che vogliono avvalersi dell’indipendenza.

L’Energy Manager può realmente essere protagonista di un futuro
più sostenibile.

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